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L'itinerario
inizia dalla frazione di Varesana di sotto, percorrendo la strada di
conglomerato cementizio in salita fino alla vetta del Monte S.Angelo, (594
m s.l.m.) dove si trova un grande serbatoio di raccolta delle acque
meteoriche. Da questo punto la strada diventa carrereccia e prosegue a
mezza costa. Dopo avere superato due abitazioni, si prosegue in direzione
del Poggio dei Funghi su un tratto pianeggiante; sulla destra vediamo il
Monte Pilato (476m) e la Valle del Pomiciazzo, sulla sinistra il "bosco",
ovvero una macchia alta e a tratti impenetrabile che si estende per circa
2,5 Kmq, pari al 6-7% dell'intera superficie dell'isola. La vegetazione è
composta da eriche e corbezzoli che dominano pressoché incontrastati,
insieme alla ginestra odorosa, il citisco (Teline monspessulana L.)
e a qualche isolato castagno dal portamento maestoso.
In primavera le piccole radure sono ravvivate dalla fioritura del raro
ranuncolo (Ranunculus pratensis Guss), endemico siciliano, nonché
del più comune anemone (Anemone hortensis L). Dopo circa 2 Km, dopo
aver superato una tipica abitazione rurale eoliana, si prosegue
attraversando un boschetto di roverelle e lecci, arrivando alle suggestive
cave di pomice alle pendici del Monte Chirica (602 m s.l.m.). Lungo il
sentiero il suolo è interamente costituito dagli strati pomicei
depositati su più antiche formazioni durante varie eruzioni. L'azione
erosiva delle acque meteoriche, su un materiale così incoerente come la
pomice, ha scavato profondi letti torrentizi che confluiscono da entrambi
i versanti nel Vallone. L'itinerario prosegue a destra in ripida salita,
presentando delle pendenze notevoli che mettono a dura prova
l'escursionista. Arrivati alla vetta, nei pressi di un antenna radio, si
segue un sentiero di pomice sulla destra notevolmente scavato dal ruscellamento. Dopo circa 1 km si arriva ad un grande pianoro "bianco", si
segue il sentiero a sinistra e dopo circa 200 m, al bivio giriamo a destra
percorrendo una carrereccia di pomice fino ad incrociare il sentiero in
discesa che porta alla Costa d'Agosto. Lungo il percorso la vegetazione
comprende castagni e lecci. Al bivio incontriamo sulla sinistra una strada
di conglomerato cementizio che arriva fino alla panoramica piazza
dell'antica chiesetta di Quattropani. Una
interessante variante è il ritorno al Monte S.Angelo, dal Monte Chirica
seguendo il vallone del fiume Bianco fino a Chirica Rasa, da qui il
sentiero adiacente alI'acquedotto ci riporta alla vetta.Il percorso, nella
zona più disabitata e "selvaggia" di Lipari, è assai panoramico e
suggestivo.
La vegetazione presente (vista l'umidità della zona) vede l'abbondante
presenza di felce aquilina (Pteridium aquilinum L.), spesso alta
anche più di due metri, mentre sulle pareti coperte di muschi cresce il polipodio meridionale (Polypodium australe Fee). Risalendo il
versante settentrionale del Monte S. Angelo, si potranno osservare anche
lembi relitti di pinete; il Vallone del Fiume Bianco è una zona di grande
valore naturalistico da tutelare e proteggere. |