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Partendo
da S.Pietro, percorrendo i vicoli di Panarea si giunge in località Drautto.
Superato l'abitato, un segnale indica il sentiero che raggiunge il punto
più alto dell'Isola, Punta del Corvo, punto panoramico dell'isola. Il
sentiero presenta lungo la sezione rovi e macchia che rendono difficile la
percorribilità.
Il
sentiero attraversa antichi oliveti, oggi abbandonati, dove la
vegetazione spontanea riguadagna il territorio. Nelle schiarite in
primavera sarà facile osservare una Orchideacea endemica siciliana, l'ofride
(I'Ophrys iunuiata Pari), e l'interessante clemantide (Ciematisflammuia
L).
L'ultimo
tratto del percorso attraversa una macchia di cisto marino (Cistus
monspeiiensis L.), di notevole effetto paesaggistico, che ricopre
estesamente la sommità dei rilievi di Punta Cardosi, di Punta del Corvo e
di Castello di Salvamento. Giunti sulla sommità, lo spettacolo è veramente
suggestivo: sotto i nostri occhi si apre lo sbalzo del versante
occidentale di Panarea, un precipizio spaventoso articolato in ripide
falesie. Dal punto di vista naturalistico questa è senz'altro la zona più
selvaggia dell'isola, sebbene risulti di non facile esplorazione per via
delle ripide pendenze e per l'incoerenza del substrato detritico posto fra
i bastioni rocciosi.
Con la dovuta attenzione, potremo osservare alla base dei bastioni e sulle
pareti meno accessibili la vegetazione rupicola di Centauretum aeoiicoe.
Nelle falesie del Castello di Salvamento è localizzata una colonia di
falco della regina con diverse coppie nidificanti. Qui vola anche il corvo
imperiale, da cui prende il nome la punta.
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