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Il
sentiero inizia dal piccolo abitato di Valdichiesa, adagiato sulla
omonima fertile sella con coltivazioni di vite, capperi e orzo. Una
strada asfaltata conduce al santuario della Madonna del Terzito che,
edificato nel 1630, è oggi il centro di culto mariano più importante
delle Eolie. Al suo interno si trovano degli antichi ex voto su tela e
su vetro che testimoniano la secolare devozione degli isolani verso
questa madonna.
Alle spalle del santuario ha inizio uno stradone sterrato (idoneo per
MTB) che conduce al Monte Fossa delle Felci, che con i suoi 962 metri è
la cima più alta dell'arcipelago. L'ascesa prosegue per circa 8 km, che
si possono percorrere interamente senza mai abbandonare lo stradone. Si
può invece scegliere di abbreviare il percorso, inerpicandosi a piedi
attraverso una serie di scalinate lungo il sentiero principale. Il
sentiero per i primi 300 m. risulta invaso dalle felci in modo
discontinuo; il sentiero è totalmente allo scoperto, salvo rara
ombreggiatura dovuta ad eucalipti sparsi. In questo primo tratto, la
vegetazione è caratterizzata dalla presenza di felci, cisti ed erica e
salendo si fa predominante la presenza del corbezzolo.
Lungo il sentiero troviamo dei bellissimi tratti di bosco ad ontano e
macchia mediterranea con cisti, ginestre ed euforbie. Nelle radure in
primavera, fioriscono numerose orchideacee, tra le quali l'endemica
siciliana (Ophrys lunulata Parl). PIù in alto la macchia si
infittisce e compaiono i primi grandi pini con alcuni maestosi castagni.
Quì iniziano a fare la comparsa alcune piante di castagno poste nei
versanti più freschi e lungo i valloni.
In località Monte Rivi incrociamo due sentieri; il primo a sinistra
indica l'itinerario che porta a Malfa
mentre il secondo (pochi metri dopo) a sinistra va in direzione Serro
del Capo, il sentiero di destra sale verso la cima del monte. Arrivati
al rifugio di Monte Rivi dove è presente una sorgente d'acqua potabile,
cominciano a rendersi visibili i rimboschimenti di ontani napoletani (Alnus
cordata), acero minore (Acer monspessulanum), olmo capestre (Ulmus
campestris), che oltre ai numerosissimi esemplari di eucalipto (Eucalyptus
camaldulensis) e di acacia (Acacia cyanophylla) collocati ai
bordi dello stradone, hanno sostituito, ampie zone di copertura
autoctona.
Dopo pochi metri arriviamo a un incrocio; il sentiero a sinistra dirige
a Serro del Capo, quello centrale scende verso il vallone di castagno e
S. Marina, mentre a destra si prosegue la salita per il Monte Fossa
della Felci. Il grado di copertura vegetale del sentiero in questo
tratto è maggiore. Oltre al castagno incontriamo anche dei piccoli
tratti di pineta. Con maggiore attenzione sarà possibile osservare due
interessanti specie caratteristiche di ambienti montani mediterranei, il
ranuncolo (Ranunculacea Ranunculus monspeliacus L.) insieme al
camedrio (Teocrium chamaedrys L.) arrivati alla cima passeggiando
lungo i bordi dell'antico cratere, ampio circa 600 metri,si può ammirare
l'incomparabile paesaggio delle sei isole, delle coste siciliane fino
all'Etna, della Calabria e dei centri abitati di Salina e Malfa lambiti
dal mare azzurrissimo.
Percorrendo uno
dei sentieri che si addentrano nella folta pineta di Monte Fossa delle
Felci, si giunge al centro del cratere dove prosperano un gruppo di
castagni secolari con un fitto sottobosco di felci aquiline,(Ptridium
aquilinum L.) Sul Monte Fossa delle Felci ha fissato la sua dimora
da tempo immemorabile il ghiro (Myoxus glis L.)
La presenza del castagno e la fitta vegetazione offrono a questo timido
mammifero cibo e rifugio ideali.
Tra le eriche sarà facile potere osservare la magnanina (Sylvia
undata Boddaert), un silvide di piccole dimensioni, strettamente
legato alla vegetazione mediterranea.
Non è raro vedere volteggiare, sui cocuzzoli di Monte Rivi e della Fossa
delle Felci, la poiana, (Buteo buteo L.), il più grande rapace
nidificante alle Eolie, dalle caratteristiche ali.
Se so è fortunati si possono osservare gruppi di falchi della regina,
che, in giornate di vento favorevole, cacciano nei valloni
scoscesi dell'isola.
Poco sotto la cima del monte iniziamo la discesa, ritornando sui nostri
passi fino al bivio dove giriamo a destra; dopo pochi metri incontriamo
un incrocio dove abbandoniamo la carrareccia e iniziamo a destra la
discesa per S. Marina oppure si prosegue fino al bivio del sentiero per
Malfa.
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