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In seguito alle continue
invasioni arabe l'isola di Lipari era quasi completamente disabitata;
quando arrivarono i Normanni con l'intento di rianimarle, trovarono a
Lipari solo un ristretto numero di abitanti di lingua greca. Così
nel 1083 il conte Ruggiero il Vecchio inviò dei monaci benedettini. Questi
apprezzarono molto la bellezza e la serenità del luogo ed invogliati
costruirono un monastero nei pressi del castello. L'abate Ambrogio, a capo
dei monaci, fece costruire il chiostro. Il vero chiostro normanno che noi
oggi ammiriamo venne però fatto all'epoca del re normanno Ruggero II
intorno al 1131. Il monastero e relativo chiostro vennero ricostruiti
secondo i modelli benedettini cluniacensi, la chiesa era in primo piano
rivolta a nord seguiva il chiostro a sud dove i monaci svolgevano gran
parte della loro giornata quindi proseguiva con il monastero. La pace
continuò per numerosi anni e la vita dei monaci non subì mutamenti, ma
terribile e disastrosa fu l'invasione dei Turchi. Tutto venne distrutto
con un incendio e la popolazione resa schiava. Subito Carlo V iniziò
l'opera di ricostruzione, egli sentì viva l'esigenza di fortificare il
castello con mura inespugnabili, inoltre la cattedrale venne riedificata
più grande, simbolo vivo della cristianità e della fede degli isolani. A
tre navate, imponente, si estese sul lato nord del chiostro. Ormai il
chiostro non aveva più il suo ruolo principale, venne adibito a cimitero e
ricoperto per oltre un metro, in seguito ad un terremoto venne poi
soffocato da un muraglione che lo faceva quasi completamente
scomparire. Solo da pochi decenni fu riscoperto nella sua naturale
bellezza, infatti nel 1978 Luigi Pastore curiosando tra gli ambienti
attigui la cattedrale notò dei capitelli e subito avvisò le autorità
competenti.
Oggi appare in tutta la sua bellezza ed è motivo di
continue visite turistiche. Inizialmente era quadrangolare anche se il
lato nord più corto. Al centro c'era un giardino avvolto ai lati da una
galleria con colonnato. Il lato nord venne distrutto e annesso alla chiesa
dopo un restauro. Le colonne esistenti hanno un particolare pregio perché
provenivano da case romane precedenti e sono tutte quelle scanalate. Di
interesse sono alcuni capitelli raffiguranti animali mostruosi o colombe
che beccano datteri. Probabilmente furono fatti da un artigiano ad
imitazione della scuola benedettina cluniacense. Rimangono anche
frammenti di pavimenti antichi molto facili a sgretolarsi i quali sono
stati quindi accuratamente protetti in fase di restauro.
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