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La
statua di San Bartolomeo che fa spicco nella vasta
piazza di Marina Piccola ha una sua storia piuttosto
remota che mette conto di narrare per esteso.
Sin dai primi anni che seguirono la
ruina
di Lipari
del 1544, il Borgo al di fuori delle mura del Castello
cominciò a prender vita là dove, nel tardo Medioevo, si
era costituito il nucleo di Sopra la Terra.
Al fine di assicurare l'assistenza religiosa a quei
fedeli (erano 700), il vescovo Giuseppe Candido
(1627-1644) il primo di maggio del 1629 promosse la
chiesa di S. Giuseppe a filiale della Cattedrale.
Dalla seconda metà del Seicento e per tutto il
Settecento lo sviluppo urbano della Città Bassa fu così
intenso da riuscire a coprire l'area che dal Vallone del
Ponte s'estende sin oltre a Sopra il Piano. Il fenomeno
fu la risultanza di due fondamentali fattori:
l'allentamento della pressione corsara e l'accrescimento
demico (nel 1808, 10.000 erano i residenti nell'isola
maggiore, e 5.000 quelli delle isole minori). Già dal
1725 i vescovi avevano lasciato la dimora del Castello e
avevano fissato la loro residenza nel
"casalino
di villa"
convenientemente ingrandito, e nel 1813 mons. Silvestro
Todaro (1807-1816) celebrò quello che può considerarsi
l'ultimo battesimo di un infedele turco che era di anni
26.
Altro segnale indicativo della svolta dei tempi si ebbe
nel 1811 quando lo stesso vescovo concesse, per lo
sfruttamento dei minerali, 22 salmate e mezza di terreno
nell'isola di Vulcano a
"Sua
Eccellenza il Marchese Tenente Generale Signor Don Vito
Nunziante"
e subito appresso, nel 1812, altri vasti apprezzamenti a
Don Giovanni Bongiorno, a Don Tommaso Carnevale, a Don
Emanuele Carnevale, a Don Giovanni Amendola e alle
famiglie Trovatino, Basile e Ferlazzo. Tutto sommato, al
di là di qualche momento di apprensione o di panico -
come si vide il 26 gennaio del 1812 quando
"accadde
una terribilissima tempesta dal Sud-Est accompagnata da
tremuoti e fu tanto furiosa che il danno cagionato fu
valutato a onze 1.000",
non mancavano le premesse di crescita complessiva sia
economica che demografica. Ma l'aspetto più rimarchevole
della mutazione si appalesò nello spostamento degli
assetti abitativi e dei rispettivi equilibri: il
Castello, con i suoi centocinquanta abitanti mescolati
ai coatti - delinquenti comuni e filogiacobini del Regno
di Napoli -, slittava lentamente lungo la china del
degrado; per contro, nella Città Bassa si moltiplicavano
le attività economiche di artigiani, armatori,
spedizionieri e negoziatori, e la più parte di costoro
nella Marina di San Giovanni ravvisarono lo spazio
idoneo alle loro transazioni d'affari. Quella Marina fu
ribattezzata Piazza del Commercio e divenne la meta e il
centro della nuova realtà economica e sociale. E fu lì
che i Liparesi benestanti, d'intesa col vescovo, nel
1813 vollero assicurarsi la contiguità vigile e
protettiva del loro Santo innalzandogli un monumento.
A tutt'oggi ignoriamo se si trattò di una statua
commissionata ad hoc o di un antico simulacro rinvenuto
chissà dove e adattato alla bisogna.
Dopo quarant'anni i Liparesi rifecero tutto daccapo.
Nel 1855, salutato come l'anno della liberazione dal
contagio della pestilenza asiatica,
"
Lipari...., per vantarsi essere esente e per sempre
ringraziare a quel sanguinoso e forte braccio che col
suo imbrandito coltello ne ha spossato e ne indebiliterà
tutta la veemenza dei piè terribili flagelli vibrati dal
Giustissimo Dio alla sia diletta isola, ...nel 1855,
cessato il flagello Asiatico e conosciutosi da tutti...
esser stata esente l'Isola di Lipari per la sola e mera
efficace e non interrotta intercessione del Santo
Apostolo,... dagli abitanti di tutte le Isole Eolie, non
dimentichi dei benefizii ricevuti, del suo non estinto
affetto ed amore non dissimile di quello dei suoi
antenati verso un tanto speciale benefattore,... in
riconoscenza del sopracennato miracolo... si rinnovò la
statua marmorea di S. Bartolomeo, e nel piedistallo si
affissero due Epigrafe in marmo, una del Comune e
l'altra del Vescovo Attanasio, quali furono garentite da
una inferriata fatta a spese di D. Onofrio Paino".
Trascorsero ottantaquattro anni. Nel 1939 il commissario
prefettizio di Lipari Dottor Riccardo Rickards deliberò
la sistemazione della Piazza del Commercio (già, dal
1908, Piazza Marchese Ugo di Sant'Onofrio), facendo
spostare il monumento di San Bartolomeo dal centro
piazza in un settore marginale con nuova base di cemento
e senza inferriata.
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