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E'
assolutamente vietata la salita al cratere senza l'impiego delle
"Guide"
Il
visitatore che approda al porto di Vulcano, non può non notare
lo
stretto contatto tra la presenza del cratere e il centro abitato. Il
contatto non è solo fisico, legato allo sviluppo di un centro alle
pendici di un cratere attivo, ma molto più profondo, spirituale. Le
attività degli isolani e la loro stessa vita dipendono da quel cono
vulcanico così vicino ma anche così quieto da oltre un secolo.
L'escursione al cratere è una passeggiata da non perdere. Rende
percettibili queste sensazioni e consente di scoprire un mondo
difficilmente immaginabile. Da Porto di Levante, ci si incammina
sulla strada per Piano e sulla sinistra, dopo 150 m, vi è un
sentiero che conduce al cratere. La salita, inizialmente agevole,
procede con tornanti tra altissime rocce rossastre e piante di
ginestra. Il sentiero diventa più impegnativo, irregolare e
attraversa un terreno brullo che conduce su una grande spianata
scura. Si sale gradatamente di quota e, a mano a mano che ci si
eleva al di sopra dell'abitato, il paesaggio e le sensazioni
cambiano notevolmente e tutte le isole si vanno via via svelando
allo sguardo.
Si scopre un'isola di
Vulcano grande e ricca di vegetazione, con profonde vallate
modellate dall'attività esplosiva e distese di profumate ginestre, le
prime piante in grado di attecchire su terreni vulcanici
recenti. L'arrivo all'orlo craterico dà un turbinio di sensazioni
forti che si rinnovano anche nell'animo di chi, nel condurre il
proprio lavoro, vi si ritrova abitualmente da molti anni. E'
difficile immaginare, ed ancora di più rendere con le parole, ciò
che si prova nel trovarsi su uno stretto sentiero che da un lato
mostra gli ampi e tranquilli orizzonti del mare e delle isole e
dall'altro il cuore di una montagna viva che emette fumi, calore e
sibili e che costruisce strutture variopinte di zolfo. La
consapevolezza che dal fondo del cratere, dove si trova il "tappo",
si siano scatenate, nel passato, le forze di una natura in grado di
cambiare le forme del paesaggio, invita al rispetto e al timore per
questo luogo palpitante di vita.
Dott. Franco
Italiano Vulcanologo |